...due sono state e sono tornate le terre, due furono e sono di nuovo gli antichi regni ed uno è rimasto, da sempre, il confine del presente...

venerdì 25 luglio 2014

Da Ovest: il settimo dono di Astrial

Voci e sussurri da Ovest. La grande voragine si allarga e inghiotte nuove e antiche terre. La vecchia casa è definitivamente caduta, il Mago ne sarebbe atterrito: lì era tutto il suo passato che adesso si perderà nei ricordi. La città di Flauris, cara al re di Ergon che fu, vede distrutta definitivamente la sua grande torre, che svettava nei cieli più alti, che proclamava la grandezza di una gloria finita con la caduta del suo re. Crollata si dice, rovinosamente caduta a causa delle violente scosse che qui non si percepiscono, che qui non arrivano, per il momento. E' scomparsa la città sacra di Ergon e Tìndora, città rudere, rischia la definitiva distruzione. Voci da Ovest, la terra dove tutto muore, dove tutto si consuma. Neanche il Grande Albero Ermetico adesso può sanare le ferite. Il dono di Astrail stavolta è una mappa per trovare le sacre terre, per fermare la voragine del Nullium e arginare il pericolo che incombe sulle nostre vite. Eliante assapora il gusto della partenza ed io temo la fine di tutto.  

venerdì 18 luglio 2014

Parlare

La verbalizzazione aiuta a chiarire il pensiero, e un pensiero più chiaro facilita l'azione. Ecco perchè ne voglio parlare e parlare.

domenica 13 luglio 2014

giovedì 3 luglio 2014

Ascolto la neve [che ascolta]

Ci sono giorni (cieli), [persone], che rimpiango, che ricordo, che rinnovo con nostalgia alla mia mente. Eliante mi guarda triste perchè avverte le mie emozioni. La neve (occhi), [parole e legami], a volte sa ascoltare, sa far parlare le emozioni più profonde, composte e scomposte in discorsi frantumati e rimasticati, fragili ma potenti [e la voglia di sdraiarsi è molta]. La neve a volte, sa coccolare col suo bianco bianco, (leggero), [ascolto] le sensazioni più irruente e forti, le sa ascoltare prendere e rinforzare e custodire (i silenzi diventano anche parole dette e ridette per non soffocare ma per accogliere). Ci sono giorni (cieli) [persone] dove tutto si accatasta, terribile e soffocano le parole, muoiono le impressioni, e le circostanze che, strane, ci hanno condotto in quelle terre (legami), [terribilis est locus iste]. Eliante mi guarda e non capisce fino in fondo (la diversità accettata è l'inizio del legame) perchè per lui parlare spesso è superfluo, verbalizzare inutile, raccontare privo di senso [la diversità è la più difficile differenza da capire]. C'è stata una neve che ha saputo domarmi, che ha saputo toccare l'intimità delle mie parole. C'è stata una neve che mi ha soffocato, affogato, costretto, rinnegato (la lontananza si crea in un attimo e si colma con difficoltà). La stessa neve che ha imparato tutto di me, ogni cosa, ogni piccolo particolare senza mai capire davvero che cosa si celasse dietro le forme, dietro le sagome imbiancate e irrigidite [che cosa si cela oltre? gli sciocchi sono lontani dal capirlo]. C'è stata una neve che mi ha abbracciato senza mai freddarmi, senza mai spezzare il suono delle idee, lieve e fragilissimo [musica nei boschi]. C'è stata una neve che ho rifiutato, che ho calpestato, che ho ammucchiato nei cigli delle mie strade per farmi spazio, per rinfrancarmi, per essere libero (ribellarsi è sintomo di rispetto verso se stessi). C'è una neve che ho cercato, che ho voluto per riposare, per piangere, per sorridere e rinverdire il presente legato a quello che è stato e che potrà essere [nostalgico terribile passato].Oggi è un giorno triste, fatto di montagne di neve [parole] che non hanno saputo che spezzare, imbrigliare, catalogare e rompere le mie emozioni. Freddo, fredda, freddi.