...due sono state e sono tornate le terre, due furono e sono di nuovo gli antichi regni ed uno è rimasto, da sempre, il confine del presente...
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venerdì 25 luglio 2014

Da Ovest: il settimo dono di Astrial

Voci e sussurri da Ovest. La grande voragine si allarga e inghiotte nuove e antiche terre. La vecchia casa è definitivamente caduta, il Mago ne sarebbe atterrito: lì era tutto il suo passato che adesso si perderà nei ricordi. La città di Flauris, cara al re di Ergon che fu, vede distrutta definitivamente la sua grande torre, che svettava nei cieli più alti, che proclamava la grandezza di una gloria finita con la caduta del suo re. Crollata si dice, rovinosamente caduta a causa delle violente scosse che qui non si percepiscono, che qui non arrivano, per il momento. E' scomparsa la città sacra di Ergon e Tìndora, città rudere, rischia la definitiva distruzione. Voci da Ovest, la terra dove tutto muore, dove tutto si consuma. Neanche il Grande Albero Ermetico adesso può sanare le ferite. Il dono di Astrail stavolta è una mappa per trovare le sacre terre, per fermare la voragine del Nullium e arginare il pericolo che incombe sulle nostre vite. Eliante assapora il gusto della partenza ed io temo la fine di tutto.  

domenica 22 giugno 2014

Il secondo giorno d'estate

Tutto si sdoppia nel secondo. Le contraddizioni emergono oggi perchè ieri era soltanto il primo e domani la complessità del trino ci travolgerà e non saremo più in grado di ritornare alla dualità perfetta, alla dicotomia precisa e indifferente. Sono tornato, dopo aver abbandonato le festività di maggio, dopo aver lasciato Eliante nel suo oscuro palazzo, sono tornato. Ho trovato cose nuove, ho amato luoghi nuovi, ho rinvenuto pezzi del mio passato che avevo dimenticato. Ed Astrial mi ha concesso ancora di essere re, di essere signore e padrone. tutto si muove verso il tre, la complessità perfetta che condurrà allo ctonio, alla tetrade terrena. E' il secondo giorno d'estate e la neve cade copiosa sulle mie mani.

martedì 22 aprile 2014

Sesto dono di Astrial: il bracciale di luce

I boschi neri oltre il castello di Eliante, hanno chiuso il mio sguardo per giorni,  per mesi su se stesso. Capovolto in universi diversi e richiusi in loro stessi. Mondi arrotolati come dimensioni alterne, diverse e inverse, dove la paura e la gioia, si mischiano al dolore e alla tristezza e la quaternità ritorna all'uno primordiale, ancestrale e primigenio. Nero più nero del nero, dicevano i maestri antichi. La notte ne sussurra la potenza, il giorno ne teme la forza: l'oscurità nera si addensa quando l'anima e l'animo si uniscono nelle nozze alchemiche. Il bracciale, comparso d'improvviso come ogni dono di Astrial, ha riaperto i sentieri, ha risvolto le storie della mia mente, le ha risolte e avvolte di parole, ancora. Il bracciale colma la misura, decanta le polveri annebbianti, e tracima infine per rigare ciò che tutto contiene. Ho ripreso il sentiero.  
Il bracciale di luce: sesto dono. 

martedì 11 giugno 2013

Potenti re

Sono sempre io, sono sempre lo stesso pensiero nato e cresciuto in una mente iperbolica e surreale,  aliena e paradossale. Sono sempre io, leggero e pesantissimo, frammentato e diviso nelle mie moltiplicanze...sono lo stesso oltre i festeggiamenti di maggio, oltre le asperità, oltre le stelle, i cieli, le andature leggere i colori d'inverno. il Palazzo delle Stagioni ha chiuso le sue vetrate, le festività col mese nuovo sono finite e tutto è tornato alla lettura, sotto la stessa neve, lo stesso identico sole. Eppure in profondità molto è cambiato, strisciato via, decaduto e rinnovato. Molto di ciò che era non è più perchè qualcuno è riuscito a togliergli il colore mantenendo la patina dorata esterna, mantenendo quello che si è sempre sembrati. Ambisco ad un'unità più grande, più alta che sfugge alle mie mani, ai miei stessi  pensieri; un'idea troppo alta perchè io l'afferri. E mi appello ad Astrial, alla Tavola Concava, a tutte le arti che posso possedere per sanare questa disomogeneità. Ambisco a parole più rilassanti di quelle di questi utlimi giorni, parole anche fragili ma meno pesanti. Parole che non tocchino sempre l'anima, che non distruggano cristalli e ceramiche con il loro passare, con il loro incedere, con il loro indugiare. E qui tutto torna alla lettura, al silenzio ed Eliante scivola di nuovo nel buio delle sue terre, appagato di ciò che è stato; M. rimpiange un passato glorioso in cui antichi re si appellavano a più antichi dei per sostenere quello che oggi non ha più colonne, non ha più soffitti, non ha più nome
. Antichi re, potenti e fermi nelle loro decisioni indissolubili, inalienabili, indistruttibili...potenti re. Porto una corona che non mi appartiene più.

venerdì 17 maggio 2013

Quinto dono di Astrial: la penna d'oro

Esiste una strada, tracciata secoli fa e perseguita per molto tempo e infine abbandonata. Univa la citta torrita di Flauris alla città perduta, la reggia del re ai sacri palazzi di Ergon, città del potere. Oggi è possibile riprenderla, ripercorrerla, affrontarla. La penna d'oro è di nuovo nelle mie mani.

giovedì 9 maggio 2013

Quatro dono di Astrial: la tavola concava

Ci permette di riversare le nostre lacrime, di riunire i rigagnoli delle poche forze rimaste. Ci riunisce, scomposti all'origine, diffranti, apparentemente separati e irrimediabilmente differenti. Ci riunisce nelle nostre essenze, nelle nostre peculiarità distinte, immaginifiche forme. Finalmente
insieme le forze ritornano, ci guardano, ci affrontano. Siamo tre come gli estremi di un triangolo che tutto soggiace, forma primigenia latente alla realtà, moderatrice di verità, filtro di idee, rete di emozioni. Tre.

giovedì 4 aprile 2013

Astrial

Perchè tutto contiene e nulla lo contiene. Un errore definirlo l'uno perchè di per sé sarebbe già definirlo qualcosa, un numero, una quantità diversa da altre. Non è l'infinito perchè sarebbe tentare di descriverlo e questo non ha possibilità d'essere per la natura umana. Non è un dio perchè potrebbero esservene altri, migliaia, migliaia di migliaia. Ci si approssima per negazioni e mai per affermazioni. Non si descrive semplicemente. I suoi doni arrivano generosi, la sua energia aleggia in ogni luogo e ogni luogo è Astrial. Prende quello che vuole e la stessa morte è da considerarsi un suo dono. La corona, il Lapisalazzulo, l'Albero Ermetico dell'Esistenza; siamo pronti, M., per governare queste terre, per prendere le redini di quello che è stato e che non è più; di quello che vogliamo. Abbiamo tutto.  

mercoledì 3 aprile 2013

Radix Ipsium: il terzo dono di Astrial

Un dono  di Astrial, l'unico in grado di poter fare questo. Si radica in se stesso, nasce spontaneo, vive e su nulla si sostenta se non della forza che trova, dell'attaccamento alla vita, dell'energia degli esseri che lo respirano. Torna, mio caro compagno di viaggio, l'Albero Ermetico dell'Esistenza, che ritrova la foga di rinascere prioprio al Palazzo delle Stagioni, proprio qui, quando il dolore della morte sembrava aver oscurato per sempre questo cielo. Torna la neve rimasta immobile nelle non parole, nei non pensieri per troppo tempo. Torna la neve, il ghiaccio, la speranza. Rinasce l'albero alla vita, felix, gioioso, radicato nella sua sola stessa natura. Si sviluppò un tempo su sutte le terre del Regno dai perduti Giardini Officinali, che l'Oscuro Guardiano proteggeva e manuteneva. Oggi Astrial ci dona la sua potenza, ci dona la sua forza, ci fa capire che dalla cenere, dalla morte, da quello che sembra nulla,  la vita torna sempre.

domenica 24 marzo 2013

I doni di Astrial: la Corona

Lliberare la forza immaginativa e creatrice di M. è stato fatale e imprevedibile nelle sue conseguenze. Molto di quello che dice non è verosimile ma qui nulla lo è. La realtà può davvero essere più complessa e sorprendente di ogni fantasia e anche se le cose hanno altri nomi questo non significa che non esistano o che non accadano. Dal faro abbiamo avvistato qualcosa e sulle spiagge del mare del Sud abbiamo rinvenuto la Corona del Re. E' stato lui, è stata la sua potenza, quel filo invisibile che ancora lo lega al Mago, che ancora si nutre di una magia antica, di una suggestione potente e misterica. La Corona è un dono per il successore del re, per colui che reggerà le sorti di qualcosa di pesante e complesso. La Corona è la radice di ogni potere, è la forma sensisbile di qualcosa di inafferrabile veramente. Il Leogrifo si è fermato a contemplarla affascinato e confuso. Ritorneremo più potenti di prima, perchè il prima e il dopo ce lo permettono.