...due sono state e sono tornate le terre, due furono e sono di nuovo gli antichi regni ed uno è rimasto, da sempre, il confine del presente...

giovedì 21 febbraio 2013

Simboli: la neve

La neve si ammassa perchè la struttura cristallina dei suoi fiocchi (cristalli esagonali ognuno dei quali unico) impedisce che essi aderiscano l'uno all'altro; al contempo però fra essi rimane aria che la rende un potente isolante termico su tutto ciò che copre. Gli animali sanno che sotto la neve saranno riparati dal freddo. La neve isola dal mondo estreno, dalle sue distrazioni, dalle sue perturbazioni, rendendo tutto come onirico e alieno all'ordinario scorrere del tempo. Tutto sembra incantato, imperturbato se non dalla neve, tutto rimane immaginifico e brillante, madido e freddo. Ci sono culture che hanno molte parole per descriverla, anche nel suo aspetto dinamico, fugace, brillante e etereo. E' distaccata, solennemente saggia, regina delle altezze, ambigua, perchè magica e pericolosa, delicata e travolgente. Associata alla luna e alla sua luce, la brillantezza spesso acciecante della neve è simbolo di purezza d'animo e di castità intesa come allontananmento dal caldo contatto fisico. Simbolicamente, quando la neve compare, i sentimenti sono dissociati o repressi come per proteggersi, come per fuggire spiacevoli esperienze e vissuti.  Sentimenti che forse si scioglieranno quando la coscienza sarà pronta ad affronatre il disgelo coincidente con la primavera. Gli alchimisti medievali si rallegravano nel vedere nella storta il sublimato bianco scendere come neve: erano entrati nell'albebo, la seconda fase dell'Opera.

mercoledì 20 febbraio 2013

Oltreconfine

Le terre di Astralia sono poco a nord, fuori da quelle del regno del grande Re e lontane galassie dal castello del Mago. Eppure le streghe che hanno acquietato i dissidi, che hanno sconfitto le lotte, che hanno mantenute accese le 99 lampade anche dopo l'inondazione del Grande Fiume, devono essere passate da qua, almeno devono essersi riposate fra queste antiche mura. La neve cessa di battere, finisce la sua corsa e si immobilizza. Fenice prese questa strada quando abbandonò, mille anni orsono, minacciata da invisibili nemici, le terre del Mago. Oltre sono solo i Rifugi Oscuri . M. sarà passato di là, dopo di lei, molto dopo e dopo ancora l'Apprendista ferito a morte, e prima di tutti il Viaggiatore. Sono storie antiche che riemergono dalle polveri di Astralia, dalle rovine di ciò che non voglio dimenticare ma riportare alla mente. Sono leggende, sono destini incrociati, della prima era. La Principessa  Bianca colmò l'aria di luce, quella Nera la rafferddò calmando i venti ; per  il Re fu semplice inondare tutto di neve. Neve, perchè niente si scaldi, neve perchè le orme rimangano quel poco che basta, neve per arrivare fino ad Astralia. Ritorneranno tutti.

martedì 19 febbraio 2013

Astralia: la terza era

Ci sono Regni antichi, senza presente, dove parte del  passato è rimasto soltanto nelle memorie di qualcuno, e molto è andato perso, dimenticato. Astralia ha vissuto due ere fa, quando il Mago dominava queste terre, le stesse che con gioia  e dolore aveva creato. Poi venne quella del grande e potente  Re, erede e degno successore; infine tutto si è trasmutato di nuovo, lasciando che le rovine sostituissero lo splendore. transito per queste terre, per questa città che ancora mostra la sua bellezza e mi chiedo dove fossi finito, dove siano finiti tutti, dove siano volati i Leogrifi, I grifoni, le bestie sacre del tempio e chi abbia più cacciato il Basilisco, la bestia tanto temuta. Adesso ricordo che la bellezza di Flauris era polvere a cospetto di Astralia, rimasta per lungo tempo ai confini dell'Impero Maggiore. Sono giorni strani questi, ci sono emozioni nell'aria che percepisco chiaramente e distintamente. Ci sono presenze oscure e leggere che mi osservano. Transiterò oltre il porssimo passaggio, quando avrò saputo quale sia.

Primo Passaggio: le Porte di Astralia

Il tempo è arrivato. Qualcosa mi ha sospinto fino a qui, attrverso i boschi di pietra, oltre il bianco e il nero e le fantastiche galassie disseminate in ogni dove. Ogni passaggio è un ritorno a qualcosa che ci è appartenuto. Ogni passaggio è un abbandono di cose che adesso non ci appartengono più. Ogni passaggio è una doppia direzione, dove l'andare e il procedere non sono mai una sola unica strada. Le antiche porte di Astralia segnano l'ingresso, segnano il vero inizio, segnano il non ritorno. Il bianco e il nero hanno cancellato i confini, hanno tracciato orizzonti nuovi e ora tutto si muove in cerca del Mago. Ci saranno altri passaggi.

lunedì 18 febbraio 2013

Che giorno era domani?

Oltre i Boschi Ottenebrati, se non si ha la forza di rimanere sul sentiero seguono i grandi alberi di pietra che distolgono l'attenzione dalla propria meta e dalla propria strada. E' stato un abitante di quei luoghi, forse un fauno, a mostrarmi i segreti della neve. Non penetra in questi luoghi, perchè il bianco più bianco e il nero più nero hanno infinite sfumature che non sono grigio ma sono la compresenza di entrambi, il tertium datur. Non c'è difficoltà nel coglierli entrambi, non per lui, non per me adesso, non per noi. Non c'è difficoltà nell'accettare le dissimmetrie, le dissonanze temporali, le difficoltà spaziali. Non c'è apparente semplicità ma neanche organica difficoltà. Non esiste nulla di inaccettabile, solo la mente di ognuno che filtra ciò che si può e ciò che non si può. La neve si è calmata ma è pronta la bufera, ancora una volta, ancora una volta. La neve sembra riposarsi e non penetrare questi luoghi ed io, non lo posso negare, sto cercando il mago. Non so se sperare di trovarlo. Ho dimenticato il giorno che mi attende in una lunga snervante attesa. Che giorno era domani?

Dal faro: il Regno di Astralia

E' stato dal faro che ho potuto puntare lo sguardo oltre i boschi Ottenebrati, oltre i laghi e le cascate di Aduna; oltre le case diroccate di antichi paesi, inondati dalla piena dal Grande Fiume che seppellì anche l'isola di F. infine per poi rientrare, dopo la rottura delle dighe a valle, nel suo letto. ho visto le porte del Regno addormentato di Astralia. Porte ghiacciate, inondate di neve. Nessuno transita attraverso di esse da troppi secoli. Si narra che lì viva ancora il re addormentato e che  lì ancora si conservi l'attesa del ritorno del grande Mago che ha fatto di queste terre tutte la meraviglia che oggi solo pallidamente riflettono;  l'ultimo luogo al mondo che ne ricorda il nome. Un tempo viveva lo spirito che ha dato il nome al Regno, viveva indisturbato nelle sue terre; aleggiava e si diffondeva e la primavera non aveva fine. Qualcosa poi l'ha disturbata, giovane e fragile Astralia. E' stato inutile cercarla, perchè questo ho fatto. E' stato inutile e vano. Oggi il Regno rimane  addormentato col suo re, ghiacciato come i mie desideri. Mi dirigerò verso le porte di Astralia, non temo la neve e il ghiaccio, non tempo l'ombra che vive in me.

giovedì 14 febbraio 2013

Ricordi: il faro

...e infine ho dovuto farlo, ho dovuto tornare e cercare quello che solo in parte avevo dimenticato. Quante cose sono accadute, quante anime hanno transitato da luoghi che adesso soltanto rimangono nelle nostre menti...può rimanere tutto come un ricordo? può non esistere più nulla di quello che ci ha preso, che ci ha turbato, fatto arrabbiare e gioire...ho ritrovato il suo nome e mi sono impaurito. Nomina sunt consequentia rerum, l'avevo davvero dimenticato....ho dovuto rileggere, riunire le carte, radunarle e farne una raccolta. Presto ne farò qualcosa o lo porterò al faro. Sì, credo che sia arrivato il momento di ritrovarlo, per il mio bene, per la mia memoria.

Chiavi

Esistono chiavi che sono state importanti e che adesso non hanno più utilità. Arrugginite, spezzate nelle loro serrature, oppure semplicemente rimaste senza, abbandonate. Esistono chiavi importanti, chiavi di poco conto, chiavi che non si usano più, consumate, antiche, solide, leggere. Chiavi che aprono grandi palazzi, piccole stanze, cassette postali, scrigni, carillon.  Chiavi che legano, che allontanano, che  chiudono e che aprono. Esistono infine chiavi rare, che durano per tutta la vita. Grazie.

giovedì 7 febbraio 2013

Instabili

Ho pensato al quattro a causa della stabilità. Sono quattro gli angoli del mondo eppure riesco a non vederli o a perderli di vista. E perdo la stabilità precaria a vantaggio di una discontinua e intermittente forza centrifuga. Il centro perde di attrazione gravitazionale e lo spazio curvo si stira fino a rompersi. Si stende e si rilassa e mi annienta. Correre non serve, il bianconiglio si è già rintanato e seguirlo vorrebbe dire cadere ancora nella sua tana, nella sua misera, lurida tana. Voglio rimanere a veder sparire i cardini, i venti, gli orizzonti e cercare di percepire le galassie che si spostano a velocità crescenti. Dove si genera lo spazio e il tempo, dove il confine dell'universo tutto si sposta e avanza, lì è la mia mente, la mia attenzione, la mia concentrazione. Lì. 

mercoledì 6 febbraio 2013

Simboli: il quattro (Stabili)

..... i punti cardinali, gli angoli della terra, i venti del paradiso, i fiumi dell’Eden e quelli infernali, le qualità degli antichi (caldo, secco, umido, freddo), i temperamenti (sanguigno, flemmatico, collerico, melanconico), gli elementi di Empedocle (terra, aria, fuoco, acqua), gli ingredienti alchemici (sale, zolfo, mercurio, azoto), le stagioni, le figure geometriche di base (cerchio, linea, quadrato, triangolo), le fasi lunari, le lettere dell’alfabeto ebraico che compongono il nome di Colui che non si invoca (Yod, He, Vau, He), le operazioni dell’aritmetica, le virtù cardinali (giustizia, prudenza, temperanza, forza), le forze fondamentali della fisica, le età dell'uomo....quattro.

domenica 20 gennaio 2013

Veloce

Era inevitabile che tornasse la neve a congelare le mie mani. Inevitabile. Stavolta però vorrei affrontarla con microscopica attenzione, sondando fino a dove è sondabile la natura delle cose; cercando di non oltrepassare lunghezze invalicabili, come quella di Plank. Vorrei assaggiare il significato di universi paralleli perchè ho scoperto la possibilità dell'esistenza di tunnel spaziotemporali che potrebbero collegarmi ad essi. Vorrei viaggiare veloce quanto una percentuale adeguatamente alta a quella della luce, perchè il mio tempo si relativizzi a tal punto da non essere più compreso. Vorrei capire quello che mi sfugge di altri mondi, semplicemente perchè sottovaluto la possibilità che le leggi di natura lì siano diverse. Bastano piccole lunghezze, piccole variazioni sulle misure, sulle masse delle particelle fondamentali e tutto muta di forma, muta nella sostanza intrinseca  e profonda. Veloce quasi quanto la luce.

venerdì 18 gennaio 2013

Il punto preciso

E' inutile cercare il punto preciso dove sarebbe avvenuto il big bang semplicemente perchè nel momento in cui è accaduto non esisteva nessun momento e nessun punto...nessuno spaziotempo e tutto era il suo puntotempo.

giovedì 17 gennaio 2013

Universo monoverso

Se la teoria delle stringhe supporta senza la possibilità di catastrofi, strappi nella trama spaziotemporale, perchè io non riesco a sopportare quelli nella mia?! Esistono tunnel temporali che conducono fuori dalle normali eclittiche...orbite non più orbite a velocità accelerate. Eppure poi tutto torna stazionario, nel planetario apparentement immobile dell'unico universo che riesco a completare mentalmente. Troppo difficile da dire, troppo facile da accettare.

giovedì 15 novembre 2012

Antiparticelle

...si annichilano con i loro opposti, le particelle elementari...ho pensato ad un me fatto di antiparticelle, un anti-me...non tanto per annientarmici, quanto per misurarmi con tutto quello che non sono, quello che è 'anti' me,  e capire davvero che cosa dovrei fare in certe situazioni....che assurdità (direbbe Alice nel Paese delle Meraviglie)..che assurdità.

venerdì 9 novembre 2012

Il Basilisco

Mi ha fatto paura misurarmi con l'isolamento, specie se dietro possono celarsi, nascoste e furtive, dinamiche inconscie e sfuggenti, il Basilisco di cui riesco a vedere la coda ma di cui non colgo il volto. Fortuna, penso, ne rimarrei pietrificato. Isolamento. Ho avuto paura e sono fuggito in queste terre perchè nascono proprio da quello, perchè si  accrescono dei soli pensieri che solo creo e distruggo. Isolamento, e mi sono confrontato con la morte che in genere mi ravviva. Eppure il Basilisco stavolta sembra più potente. L'avevo dimenticato; a tratti avevo pure pensato di poterlo aver ucciso, pensiero magico, scaramantico, esorcizzante. Mi fa paura, mi terrorizza, mi inquieta eppure talvolta indispensabile. Fa parte di qualcosa che non identifico, che non ho davvero compreso e che davvero non voglio cogliere. Fa parte di un mondo che si crea spontaneo, che ha generato il mago, l'alchimista, i fantastici universi sospesi, le cascate d'acqua e i boschi. Fa parte di qualcosa che troppo spesso è più reale del quotidiano scorrere degli eventi. Tutto ha avuto origine con la neve e con la neve ha preso colore, seppure bianco, bianco, bianco. E sono emerse le melodie, le sinfonie inquietanti, Sirene nella notte. Non mi sono mai legato ad un palo maestro, non ce n'è stato bisogno; sono al contempo il viaggio e il viaggiatore, il creato e il creatore e nulla mi scalfisce tutto questo. Ecco perchè, ecco perchè le parole insistono; perchè nulla le uccide e la morte perde, almeno stavolta, la sua immensa battaglia. Ecco perchè, perchè il basilisco può essere come quasi un amico e non sempre combattuto. Sono lacrime le mie, sono il dolore di non riuscire, la sofferenza del non andare ma del rimanere, dove voler partire diventa l'unica necessità. L'unica. Sono parole dolorose, pesanti come la troppa neve caduta in questi giorni. Non uscirà nessun sole, nessuna pioggia, nessuno a calpestare e ritracciare sentieri smarriti. Persuaso che nulla cambi davvero rimango immobile e la neve m'inneva e la neve mi respira come io la creo come lei si crea, spontanea e libera, più di me, più di me.

mercoledì 7 novembre 2012

Un vuoto pieno

Non è vuoto, la sostanza è questa. Eppure non perde di senso definirlo tale, non perde la sua importanza. Mi chiedo quando qualcosa non abbia più ragione di essere. La risposta migliore forse che io posso trovare risiede nella necessità che abbiamo di definire e chiamare in causa qualcosa anche se questo non è più tale. Il vuoto quantico si riempie di particelle e antiparticelle, continuamente; eppure rimane vuoto.   

martedì 30 ottobre 2012

Le tre vie

Ho pensato che per cominciare potrei intraprendere un'altra via, abbandonando questa. Aprire una nuova porta e procedere su quella. se il pensiero mi infanga i piedi e i pensieri stessi, forse il fare mi aiuterà a non provare emozioni contrastanti. Chiuso il cerchio. Ho deciso che scriverò, ancora e nuovamente magari ripartendo da quello che è stato per reinterpretarlo nella nuova maniera. Ho deciso che era il caso di deciedre dato che il pensiero non conduce spesso a nessuna conclusione accettabile e neanche l'emozione, che appare altresì distruttiva e fuorviante. Pensare, provare e fare.

venerdì 26 ottobre 2012

Ogni volta

Tutto riprende la stessa direzione, e si incanala in buchi temporali, cuniculi nello spazioe e nei ricordi. Solo un pazzo potrebbe assistere a tanto, solo un folle, un santo, un artista potrebbe desiderarne il suo sviluppo. Niente di quello che è stato è andato davvero dimenticato fino a quando le dimensioni spaziali continueranno a sovrapporsi e scandagliarsi; a cercare strade comuni, contatti sinaptici, interconessioni eteree ma efficaci. Tutto riprende la stessa direzione e una serrata rassegna di luoghi prende forma e si dispiega in uno spazio generato da galassie in eterna espansione. Il castello sul lago, i boschi oltre la pianura, la digha, l'isola, le città fondate e distrutte, il tempio antico, la città galleggiante. Tutto ritorna prepotente a ricordarmi che siamo anche quello che abbiamo pensato, e rifiutato, credendo di vederlo scomparire. Siamo quello che abbiamo voluto e poi lasciato a terra, sepolto da ceneri incandescenti; siamo quello che abbiamo desiderato e cambiato, siamo quello che non sapevamo di essere e nello scoprirlo l'abbiamo fatto nostro. E i cieli nevicano di nuovo e il tempo si confonde nelle sue due dimensioni adottando quell'equivalenza impensabile, quella simmetria necessaria per far riaffiorare e far rinascere. La primavera d'inverno, il maggio sotto la neve si forma, si crea e cresce, ogni volta. 

lunedì 22 ottobre 2012

Dalla neve

Tutto ha avuto origine dalla neve. Tutto si è dipanato, è scorso, fino ad inondare ogni cosa. Tutto è stato trasformato. Nessuno l'avrebbe intuito prima del tempo, prima che ogni cosa fosse compiuta, nessuno l'avrebbe avvertito nel gelido inverno che è riuscito a far scomparire anche i più bei rami. Nelle voci lontane tornano i ricordi, tornano le voci assillanti, le leggende di qualcosa che è stato e che adesso rimane sepolto, incantato, cristallo. Ricordo di aver viaggiato in un dove senza oltre dimensioni, senza strade percorribili ma sentieri nascosti e veloci. Ricordo qualcosa che avrei voluto lasciare sotto la neve. Tutto ha avuto origine con la neve e adesso tutto rimane bianco, bianco, bianco.

venerdì 19 ottobre 2012

Proprio per te

...è difficile che conduca qualcuno nelle nevi nebbiose di questi spazi virtuali. E' difficile che lasci che un sorriso come il tuo si affacci a queste terre sommerse; eppure è stato prorpio il sorriso, sì il sorriso...le musiche sono leggere e eteree, le parole veloci e fluide. C'è malinconia, il cuore degli uomini ne è pervaso ed è sciocco chi non ne avverte la presenza. C'è gioia, il cuore degli uomini ne può essere sopraffatto,  anche se a tratti si presenta ghiacciata, gelida oppure soltanto fresca. E fresca è la neve che m'inneva, fresca e rilassante, fresca e alterca, ruvida e ritrosa, come me. E' difficile che conduca sorrisi nelle terre innevate, è difficile che lo spaziotempo si fletta e s'incurvi a generare depressioni, passaggi semplici. Non ci sono linearità nello spazio cosmico e non ci sono qui ma solo nel mondo che ordinariamente conosciamo, solo nella microscopica realtà fisica, piccola nei tornanti delle galassie che ci circondano, piccola e che ogni giorno conosciamo e sperimentiamo. E tutto si piega alla volontà e alla neve.  

mercoledì 17 ottobre 2012

lo spaziotempo necessario

Nevoso, ebbene sì. In fase di transizione pure, anche se tutte le fasi lo sono perchè ci transitano dalla precedente alla successiva. Terre di mezzo direbbe Sauron, traiettorie dico io. E ce ne sono di impercorribili, non lo nego, strade che ad ogni costo voglio calpestare e poi mi riempio i piedi di fango appiccicoso e faccio una fatica terribile a liberarmene. Mi libero dalle mie intemperanze e sempre me le ritrovo appiccicate come stelline di carta, come i trucioli di polistirolo che riempiono alcuni regali di natale. Fatica, è il termine più corretto, fatica e apprensione perchè le cose che vorrei fare le accetto in un tempo incongruo, un tempo veloce, più veloce del tempo necessario; perchè premo perchè tutto scorra innaturalmente oltre ogni previsione possibile e la tela s'increspa al posto di distendersi, di scivolare setosa; si irrigidisce, si piega e s'incurva, come lo spaziotempo einsteniano. Lo spaziotempo; già se almeno ne capissi qualcosa di più di quello che credo di non capire, sarei un po' più felice, ma si tratta sempre della stessa cosa: correre più veloce del tempo, più veloce del tempo necessario a percorre l'universo delle cose conosciute... cose che per ora rimangono sconosciute.

mercoledì 10 ottobre 2012

Lunghezze impossibili

Stavo ancora pensando alla lunghezza di Plank, mi scomoda il 10 alla meno 32, m'inquieta, mi affascina, mi distende e mi fa scomparire. Tutto scompare, tutto implode in lunghezze impossibili, inifinitesimali e impercorreibili. Come può una lunghezza non essere percorsa? Come può essere qualcosa così al limite da essere l'ultima misura degna di essere chiamata tale? M'inquieta mi affascina, mi strugge in questo caldissimo ottobre.

sabato 6 ottobre 2012

Universalia

Ci sono galassie lontane, separate da immensità vuote. Ci sono galassie rotanti, ad anello, a spirale e di altre immaginifiche forme; e difficilmente collidono  e altrettanto difficilmente si avvicinano per non collassare ma restare in eterno equilibrio. Ci sono spazi che si annullano in istanti di solidarietà, di amicizia che si dispiegano forse da dimensioni ulteriori, perchè le tre visibili non bastano a spiegarlo. Ci sono confidenze che nascono nell'attimo in cui la luce le percorre, le attraversa e tutto appare più lucido e più veloce. Ci sono misteriche emozioni che non riesci ad esprimere se non in condizioni di singolarità imminente. Sono felice di averti conosciuto, felice e rincuorato dalla comprensione spontanea che provi e senti. Felice e rallegrato, perchè si rallegra il cuore di chi si sente accolto. Felice e assente dalle mie solite stesse preoccupazioni. Le sofferenze passate racchiudono i legami del futuro.

lunedì 1 ottobre 2012

Densità e vuoto

La densità media dell'universo è inferiore a 1 atomo ogni metro cubo...un vuoto cosmico di dimensioni inimmaginabili. Credo che quello che avvertiamo a volte dentro ognuno di noi derivi da questo più grande, immenso, incolmabile, imprescindibile. Inoltre se la materia è ammassata in galassie e stelle ne deriva che immensi volumi di spazio sono assolutamente vuoti....

martedì 25 settembre 2012

Sapienza e intelletto

...avrei voglia di scrivere qualcosa con un pò di senso, perchè tutto pare averlo e in tutto tentiamo di trovarloa. Ci tradiscono le nostre emozioni rivelando spesso  la mancanza di un profondo significato a quello che facciamo, che ripetiamo a volte  fino alla noia, allo spasmo. E' difficile giustificare molte cose, e il rischio è rendere tutto vano, impercettibile all'intelletto che tanta parte a speso delle sue forze per costruirlo. Le due grandi ramificazioni dell'albero che dalla cima scende fino a terra mi hanno sempre fatto dannare, mi hanno sempre confuso, mi hanno sempre impressionato. Corona, sapienza e intelletto, una follia che solo l'uomo può capire, senza alcun senso. 

giovedì 20 settembre 2012

Costante

G, la costante di gravitazione universale, è indipendente da qualunque proprietà fisica dei corpi che interagiscono, diversamente dalla volontà, o dal desiderio, che non sono costanti ma variano in base all'umore. Potremmo dire che la costante alla base dell'umore è la forza di vita, una sorta di attaccamento dell'essere sensiente allo stato d'essere, una tenacia indissolubile che si scioglie solo in circostanze eccezionali e con una forte dose di raziocinio tramutatosi in follia. Perchè la razionalità estrema chiude il cerchio e diventa...ma se esiste un'eccezione è sempre una costante? credo di sì...

martedì 18 settembre 2012

Singolare e gruppale

Mi fa bene lavorare in gruppo, esplorare l'efficacia della mia gioia negli altri, delle mie parole nei loro pensieri, della mia anima sulle loro espressioni. Mi  libero e mi apro scoprendo che la paura di non essere accolti è una spirale centripeta e gravitazionalmente instabile, una forza distruttiva facilmente contrastabile che più mi fa paura. Scopro che esistono universi connessi da sinapsi lunghissime e brevissime, da elettroni che viaggiano oltre la luce e oltre ogni nostra immaginazione. Scopro me stesso aspettandomi di vedere gli altri. Mirabilia mundi.

mercoledì 12 settembre 2012

Deus, dei, deo..

Persino la declinazione è irregolare. Che fatica, le mie ansie si attaccano ossessive a passati lontani ere e decenni, a scivolose preoccupazioni, a insondati pensieri neri, come il nero più nero del nero (nigrum nigri nigro) e riscivolo nell'eresia più esecrabile. Sono condannato alle fiamme dell'inferno, ma per una beffa del destino, non credendoci e rispettando il credo di ognuno, il fuoco si spegne e l'afa svanisce e rimane nelle sole fantasie di qualcun'altro. Lo lascio a chi ci crede e che senz'altro avrà le sue colpe mortali e insanabili da scontare. Ne ho anch'io ma basta il tempo per assolverle. Povero me, poveri gli altri, poveri tutti. Persino l'inferno è irregolare se esiste solo per chi ci crede.

martedì 11 settembre 2012

Horror Vacui - Horror Pleni

Perchè la natura non dovrebbe avere anche paura del pieno? Io in parte ne ho...temo l'assenza ma anche l'eccessiva presenza. Sarà un difetto psicologico o una congiuntura astrale poco favorevole, come recitava il mio oroscopo di questa settimana, ma sta di fatto che troppe cose, tutte insieme, corredate da relazioni asfissianti e pretenziose, mi esasperano. D'altro canto ho lamentato in passato il vuoto di tutto questo, che adesso davvero faccio fatica a trovare un equilibrio. com'era? in media stat...non ricordo comunque la virtù sta al centro, ma io non ho mai votato centro neanche quando era davvero il caso di farlo. no, non ci sto al centro, voglio fare il pendolo e oscillare...vacui, pleni, vacui, pleni...

mercoledì 5 settembre 2012

Bianco, nero e colorato

Ero stanco del bianco, tutto qua. Eppure cambiare non è certo cercare il nero...no la bipolarità l'ho abbandonata tempo fa a vantaggio di altro. I colri facevano al caso mio e le pareti di casa sono cambiate. Fa molto arredo.

lunedì 3 settembre 2012

Non tutti i numeri primi sono dispari

Cosa ho imparato? Che l'immediatezza dei processi e dei percorsi mentali spesso inganna e una banalità come questa ha la sua contraddizione. Anche oggi ho avuto la conferma che quello che credevo assoluto ha sempre una via attraverso la quale passare per sviare all'assioma, una porta nera fra le mille innevate, un'uscita diversa che non è una porta, che non è quella che chiameremmo uscita ma che nei risultati lo è. Che stranezza il mio pensiero, che assurdità in essere, che sconvolgente novità non potere più essere sicuri dei propri percorsi logici immediati, appresi nella conferma esperienziale, confermati nella quotidinità degli eventi, disattesi dalla mancanza di pensiero. Sì, bastava pensarci un tantino in più ed era semplice da scoprire: non tutti i numeri 'primi' sono dispari nonostante sia ferma la convinzione che un numero pari un divisore almeno ce l'abbia...e quindi come fa ad essere primo?

martedì 28 agosto 2012

La neve e me

E' tornata la neve nonostante il caldo stressante e impertinente.Mi riposo nelle mille parole di un libro per tornare a correre nei pensieri di un altro pochi istanti dopo. Mi stanco e mi rilasso, corro e mi riprendo. E' la fine dello 0 quello di non avere un valore ma di contare tantissimo per gli altri. Che cosa sto dicendo? Stasera un incontro importante, un universo diverso e immenso, come sempre. Mi rilasso nelle sue parole e mi rammento delle mie, delle loro disconnessioni, delle incongruenze, delle forze centrifughe che sempre persisto e stravolgono la mia vita. La mia vita. Ascolto quello che non ho detto e penso: menomale. Ricordo un blog che leggevo secoli fa. Parlava di un amore infranto, trapassato, nostalgico e lei si struggeva in rigoli infniti di parole, in fiumi di poesie, in maree di emozioni. Era bello e asfissiante al contempo, entusiasmante e repellente nello stesso istante. Era pieno, pienissimo, come me, come me.

giovedì 23 agosto 2012

Il verde minuscolo e Nut

Non so che attinenza esista fra le due cose ma mi ronzano nella mente, il primo come creazione tua e il secondo di un popolo che reputo insaziabile di mistero. Mi hai fatto sorridere : 'minuscolo', appropriato, effettivamente in antitesi col verde prato, scuro nella sua essenza; eppure metaforicamente pieno di risorse. Nut invece mi risuana magicamente perchè è dal cielo che cade la neve e perchè è il cielo che inghiotte il sole ad ogni sera. L'attinenza fra le due cose sono semplicemente io, le mie sinapsi che le collegano le fondono a creare cose diverse e nuove, pensieri di vita. Incredibile.

martedì 21 agosto 2012

l'Artifex e il Mordicoda

Diciamo che erano anni che non mi aggiudicavo questo nome...azzardato, forte, eppure appropriato al momento. Era dai tempi dell' Ars Magna, quando ogni cosa veniva rivista e rivisitata dai miei occhi alchemicamente e magicamente; quando tutto si riassumeva in unum esse omne. Tempi lontani nel tempo. Eppure qualcosa mi tiene ancora in contatto con quel mondo, quell'universo, quel poliverso inverso dove ogni cosa assumeva sembianze che mai gli avrei attribuito. Ho ripensato prorpio in questi giorni all'Ouroboros, il mangiacoda, unica verità intramontabile rimasta intatta, scolpita nell'avorio e intarsiata in oro; unica inossidabile certezza, laddove davvero l'energia riciclata dall'universo si reinveste in forme nuove, in cicli nuovi di nuove esistenze. Riflessioni di fine agosto. Sarà il caldo.

domenica 12 agosto 2012

Il Regno del se

Occupandomi di psicoeconomia sono entrato a contatto con realtà che non conoscevo teoricamente ma solo intuitivamente. Lo scarto fra ragione e emozione è qualcosa che si avverte nell'infanzia e molto nell'adolescienza e stupisce l'uomo più adulto, perchè questo crede di aver raggiunto la completa adesione fra il suo pensiero, le sue emozioni e la sua capacità di afferrare il tutto e comprenderlo anche razionalmente. Leggevo che tendiamo continuamente a sofferraci su ipotesi e teorie introducendo 'se' e 'ma' all'ordinario svolgersi degli eventi. Ci chiediamo costantemente e per tutto 'che cosa sarebbe successo se', 'come sarebbero andate le cose se avessi fatto o se lui avesse detto...', perdendo completamente di vista spesso, quello che si può fare nell'immediato (perchè l'immediato è l'unico Regno in cui il 'se' ha ragione di esprimesi), quello che si può scegliere ora e solo ora. Che tendiamo a continuare ad investire risorse ed energie anche in cose che ci non ci fanno stare bene, o non ci piacciono più, solo per il fatto che lo abbiamo fatto fino ad oggi e sarebbe 'un peccato' non farlo più, non considerando l'ipotesi che forse sarà sempre peggio perchè anche quello che investiamo oggi andrà in qualcosa che comunque non ci sta più bene (penso a investimenti finanziari, ma anche relazioni, hobby, lavoro...). Inquietante...

giovedì 9 agosto 2012

energia...

Non mi annoio ad ascoltarti, non mi infastidisce la tua falsa modestia, ma mi permetto di riderti alle spalle, appena ti volti, come un bambino e forse come un bambino sono ampiamente visto dai tuoi occhi e non capisco un'astuzia superiore forgiata dall'esperienza e dal tempo. Eppure non m'importa: sorrido e riprendo le forze. Qualcuno appartenuto alla mia vita secoli e secoli fa, quando tutto quello che ho costruito e si è corroso nel tempo ancora non esisteva neppure nella mia immaginazione: 'l'universo ha energia in abbondanza per noi piccoli esseri umani, energia da poter captare, canalizzare, prendere, lasciare e riprendere di nuovo.' L'ho trovata, ho trovato quell'immensità di energia di cui parlava lei; effettivamente è ovunque e so prenderla anche ridendoti alle spalle.

Di nuovo qui

Guarda il caso...ritorno nelle terre innevate a ridosso del mio compleanno...in un giorno qualunque in cui decido di schiarire il cielo e rivedere le stelle...la neve non mi sarà di fastidio. Ritono perchè quando mi siedo e ascolto con lo sguardo dentro, trovo un'infinità di parole da dire e di storie da raccontare. E mi compiaccio della luce e dei miei studi sulla relatività e la fisica quantica...lontani ricordi di appena un anno fa...mi stupisco della meraviglia che giace come cenere ardente in ognuno di noi. Ci sono di nuovo.

domenica 18 dicembre 2011

sulla vita

...non esiste una ragione certa alla fine,
non esiste significanza,
non esiste certezza cui aggrapparsi,
soltanto il silenzio delle parole
mai dette, quelle che avrebbero
cambiato davvero tutto, quelle
che avrebbero mosso un mondo,
quelle che avrebbero riempito vuoti
incolmabili  e rimasti eternamente dentro...
che si fa adesso? che? se la vita scivola
come seta, come sabbia nella clessidra;
se la vita passa i suoi momenti a ricordarti
che sta passando, tu ti disperi o
sorridi, perchè finchè senti la sua voce
significa che sei ancora vivo.

ridefinizione

...in fondo si può credere a quello che si vuole, sì, a tutto quello che della realtà riusciamo a ridefinire, come si direbbe in AT...si può fino alla follia, fino alla felice follia...che c'importa se tutto è completamente diverso? e diverso da chi e cosa? se ognuno ridefinisce è difficile incontrarsi in terre comuni, in territori 'normali', in ambienti asettici e moderati, in politiche di centro che equilibriano le parti...è difficile se non impossibile...ma la felicità non è impossibile..no...immaginifici mond nell'oltredove la nostra mente può arrivare e tutto torna come noi lo vogliamo, per renderci anche felici...a volte...

lunedì 12 dicembre 2011

Stanco

...effettivamente lo sono, lo sono e ritorno in terre di nessuno perchè tali le ho rese, tali le ho fatte diventare...e mi annoio di diatribe interiori, di scalmanati concerti di voci afone e dissonanti...mi annoio di chitarre scordate e distruttive, mi annoio e mi affatico, mi distrugo e mi affondo. Sono stanco di terrori che non sono miei ma che purtroppo comunque sempre ritrovo rinnovati in me...mi impaurisco si ma sono forte, tenace e vivo, sono sempre vivo.

mercoledì 24 agosto 2011

Diventi

Forse ha anche perso di significato, forse la dimensione di molte cose scompare ad un ingrandimento infinito, ad un millimterico confronto con altro, eppure per me lo hanno ancora, le cose che ho nascoste, che ho apprese, che ho rinchiuse e di cui credevo di aver gettato la chiave. Forse niente ha più significato ma non siamo noi in fondo a decretarlo? non siamo in fondo noi a deciderlo nel cuore del cuore della nostra coscienza, della nostra mente, dei nostri desideri? e allora diventi immenso quello che sembrava insignificante; diventi enorme, ncommensurabile, inosservabile, incontrollabile. Diventi quello che vogliamo tutto quello che crediamo...diventi.

giovedì 11 agosto 2011

Tanti auguri

Tanti auguri, in anticipo, perchè forse non ci sarà modo, perchè i pensieri sono così tanti, perchè si corre e si getta le reti solo per tirar su scarponi rotti. Tanti auguri per la tua forza, per la tua tenacia, per la tua malinconia e la gioia che esonda e rientra; tanti auguri per la vita che hai passato e che ritieni per te, che ritrai ritroso e scontroso. Tanti auguri per le lacrime di oggi, quelle che cadono e si gelano in cristalli di neve, neve di maggio. Tanti auguri Nevoso, perchè la vita non sopporta sopportazioni e invece tu le hai portate al mondo e le hai rigettate su chi poteva e doveva sopportarle. Tanti auguri, sei cresciuto, sei meraviglioso nel tuo attaccamento e nel tuo amore. Tanti auguri.

mercoledì 10 agosto 2011

Percezione e appartenenza

...e non si sta parlando di normalità, che appartiene soltanto a chi non è in grado di calcare con lo sguardo le diversità di ognuno. Non si tratta di memoria, di ricordo, di dimenticanza. Appartiene tutto all'appartenenza. Siamo appartenuti a qualcosa che possiamo anche ricordare ma che adesso sfugge alla nostra percezione. Percezione e appartenenza, ecco la chiave di volta che declina l'arco e lo flette e lo distrugge se ce n'è bisogno. Appartenere a qualcosa che si è mutato o che ha perso la sua consistenza evidente. Percepire se stessi e qualcun'altro in quel qualcosa che adesso si può soltanto ricordare e immaginare diversamente se si vuole. Non si sta parlando di normalità: nessuno è normale in un universo dive l'inverso non si percepisce dato che ne esistono infiniti. Infiniti inversi tano che l'inverso dell'inverso è diverso dal primo e cambia a guardarlo da una nuova angolazione. La città confluita nell'acqua è stata fondata e nulla adesso la potrà fermare. Il sole e la neve la inondano simultanei, inarrestabili, perpetui.

lunedì 8 agosto 2011

Un omaggio al re

Cancelli

...a tratti scompare, sì, come il desiderio di continuare nella stessa direzione, come la necesstà di farlo, come i problemi cari a tutti e privi di viscosità, privi di alternanze, i rassicuranti soluzioni. Scompare e scompare anche la mia nuova città per tornare sotto la neve, sotto la coltre, sotto il cielo di un maggio immobile, di una primavera mai consumata, perchè di questo si sta parlando, di questo e solo dell'avvenire che riguarda le domande e i desideri...nevica incessantemente e la neve è come lacrime di ghiaccio leggere, come pioggia, come farfalle, come fiori. Musiche d'oltreoceano, musiche lontane mi ricordano chi siamo stati, che cosa siamo diventati e come tutto questo è avvenuto. Si aprono i cancelli, si aprono le vie e i confini per andare oltre, per percorrere lo spaziotempo e da oltre ritorna il regno del re in tutta la sua calma e in tutto il suo abbandono.

domenica 7 agosto 2011

...acqua..e neve di maggio

...acqua, acqua dal cielo e dalla luna, dai ricordi e dai momenti dimenticati. Acqua a fondare una nuova città, confluenze energetiche, rigoli di idee, immagini di meraviglie da creare e fondare. Acqua ghiacciata e soffice come la neve che cade di maggio come d'agosto, come a dicembre, come in ogni momento laddove altro non è che l'oscura incapacità di penetrare il velato, lo sconosciuto, l'ignoto. Acqua, maree inondanti e tracimanti. Argini da rafforzare da rattoppare, da innalzare. Una nuova città sta nascendo, come dalla terra eppure altro non è che acqua nelle sue forme, nelle sue dimensioni volubili e nei volumi variabili. Acqua e neve, neve di maggio.

venerdì 5 agosto 2011

Una nuova città

...mi aggiro per questi luoghi da troppo tempo senza concludere quello che davvero vorrei....mi aggiro, tento, riprovo e tutto si copre di questa fastidiosissima amabile neve. Non avevo compreso la sua natura talvolta effimera eppure costante e onnipresente...la solitudine si è dissolta ma tornerà, ne sono certo, come una strana amica che non sa rivolgerti davvero la parola ma che fa capire di esserci sempre, anche in sua assenza. E' strano, è imprevedibile, è magico, come questi luoghi. Rimango in silenzio e affaticato. Ho costruito recinzioni, acceso fuochi, ma non sono riuscito a prestare troppa attenzione a che cosa significasse tutto questo. Prendo la mia stessa eredità, raccolgo i resti di un glorioso fausto passato e ricomincio da qui, dalle terre dalle nevi perenni, dalle lande dell'eterna giovinezza, dall'inebriante desiderio di posare, ancora una volta, la prima pietra. Aprirò come prima cosa degli scavi, archeologia della mente, a collegare il passato distrutto e il futuro asciutto d'idee. Ho bisogno di aiuto. A presto

venerdì 29 luglio 2011

Orgoglio e briciole di potere

...e mi inorgoglisce  trovare ancora parte di me in quei luoghi, terreni che non visito da anni, mentali e non reali, eterei non tattili. Parti di me che sono mentali, non reali, idee, strascichi di pensieri, di parole e frasi, e pensieri e immagini...frammenti di ciò che ho lasciato e che qualcuno d'innominato conserva e tenta magicamente di ripetere come a farmi ricomparire, come a cercare di rigenerare un me che non esiste più, una persona mutata mille e mille volte nel tempo trascorso sotto la neve incessante delle notti, dei giorni, degli inverni e delle primavere. M' inorgoglisce e mi stupisce e mi rende consapevole della capacità di suggestione che mi appartiene...millantataore sono stato definito....non mi sono offeso, mi piace questa parola mi piace il suo suono ma non concordo nel suo significato, non disteso sulla mia pelle. Non credo di essere mai stato un millantatore, forse un illusionista, che trascende le reali forme, lo ctonio per risalire a idealità, a multiformi immagini, che mutano, che dissimulano la sofferenza e la gioia...m'inorgoglisce e mi ferisce non poter tornare...eppure non sarei lo stesso, calpesterei gracili tartari fiori, perchè nati nell'oltretomba di un mondo che non è più, che non ha più il suo fecondatore, il suo costruttore, il suo dominatore. Qualcuno tenta sempre di racimulare quel poco potere sparso per farne pani e per poterne mangiare. Ma non ci si nutre a lungo con le briciole cadute dal tavolo dei conquistatori...m'inorgoglisce...

giovedì 28 luglio 2011

Il giardino delle Esperidi

...un dono, un semplice dono...un matrimonio importante, un albero particolare, un genitore grandioso (Gea) e il dono di nozze non può essere che semplice ma particolare..cosa può scatenare un dono...amo queste divine storie.

mercoledì 27 aprile 2011

Irriducibile, ineluttabile

La lunghezza di Planck è la più piccola distanza oltre la quale il concetto di dimensione perde ogni significato fisico. Il solito desiderio: oltre di esso i concetti di volontà e di necessità perdono ogni significato esistenziale.

martedì 29 marzo 2011

Qualcuno e qualcosa

Sì è vero, condizionano, profezie autoavverantesi le chiamano...eppure non nego di averci sperato, di averci proiettato le mie speranze, i miei desideri..perchè sono questo, proiezioni, diagrammi di emozioni interiori scanditi sull'asse delle ascisse dal tempo e sulle ordinate dall'intensità. Mi amo a volte nel pensare a tutto quello che sono e mi disprezzo nell'incapacità che ho, altrettante volte, nel mettere in pratica ogni mio pensiero. Qualcuno molto tempo fa mi ha detto qualcosa che mi ha cambiato, che i miei pensieri valgono, che ciò che credo ha valore...forse ho perso questa fiducia.

venerdì 18 marzo 2011

Cambiare

La necessità del cambiamento mi ha sconvolto. Mi ha tradito, quando meno me lo aspettavo. Decisione di altri, prorompente immutabile decisione, imperativo che peserà sulla mia vità. Mi ha turbato tanto che la mia isterica incapacità di domare l'emozione l'ha rivelato, a tutti, l'ha mostrato. Eppure adesso mi godo la calma della riflessione, la gioia della vittoria sull'irrazionale mistero della paura. ho imparato sacerdotessa, mi hai ben insegnato, mi hai ben istruito. Adesso rimango fermo, non agisco perchè la decisione che altri hanno preso per me si rifletta sullo specchio del lago senza che io abbia interferito. Non interferirò, non agirò, non morirò. Tutto cambierà di nuovo. Di nuovo e stavolta non ho paura. Qualcuno scivolerà nell'oblio e qualcuno già emerge a rinforzare la sua presenza, la sua immagine già forte. Sono sempre vivo e sempre più forte e coraggioso. Sono io, solamente io.

venerdì 4 marzo 2011

Luce

A velocità costante, indipendentemente dall'osservatore. Non sono come la luce, non sono indipendente dai miei osservatori, non sono indipendente neanche da me che mi osservo. Riflessivo, intuitivo introspettivo. E la luce?

mercoledì 16 febbraio 2011

All'improvviso

Mi è successo qualcosa, un incidente si direbbe, ma voglio dire qualcosa, qualcosa che mi ha fatto riflettere..che ha spinto la mia immaginazione dove la sofferenza l'ha colpita e l'ha fatta ritrarre...ho immaginato il peggio e la mia vita, all'improvviso mi è apparsa bella e piacevolmente risplendente. A volte succede qualcosa, poi torna tutto nella normalità..a volte. Ancora neve su ogni cosa.

lunedì 14 febbraio 2011

La neve di maggio

...è un ricordo, un lontanissimo ricordo oppure un sogno. E' qualcosa che mi è rimasto dentro e non si sbrina più, non si scioglie, non parla. Nell'attesa di un desiderio rimane così com'è, una neve incantata, un sogno immutato secula seculorum.

venerdì 4 febbraio 2011

Scriverò sulle mie paure

Ho ripreso a scrivere...saranno i fiumi di parole che sono usciti dalle mie labbra in questi giorni, saranno le persone che mi librano attorno, che mi sussurrano della loro presenza che mi vogliono per come sono, che mi amano nella mia complicatezza, che mi abbracciano, che mi proteggono...ho ripreso a scrivere e questo quarto viaggio lo faccio col cuore, con la decisione di chi ne ha già fatti, di chi ne ha già rimandati e persi. Lo faccio per tutta l'energia che ho sprecato ad inventarmi scuse senza senso, fantasie irragionevoli per difendermi dalle mie paure. Abbioamo tutti paura, tutti, eppure qualcuno affronta meglio ogni cosa, altri devono parlarne e scriverci sopra.

lunedì 31 gennaio 2011

...a tratti...

...a tratti scompare, e si dissolve anche il suo gelido pungente sapore sulla pelle. Pensavo alla velocità di fuga, quella che impedisce ad un oggetto di allontanarsi troppo e per troppo tempo da un oggetto gravitazionale... all'angolo di naturaldeclivio che dipende dalla forza di gravità (ancora...ne sarebbe felice Einstein) e dalla natura del materiale...22,1 metri al secondo...tanta la forza per lanciare un oggetto nello spazio e non vederlo cadere più...oltre 300.000 kilometri al secondo, tanta la gravità che attira a me la luce e non la fa riflettere verso occhi indiscreti...tanta la forza che mi fa scomparire... 

sabato 29 gennaio 2011

Tempo relativo

Il cesio è un metallo argenteo dorato, liquido a temperatura ambiente. Reagisce in maniera esplosiva a contatto con acqua fredda, fu scoperto solo nel 1860 e oggi può costare 50 euro a grammo. Quello che però lo rende speciale è il suo utilizzo. Il cesio si impiega nella produzione di orologi atomici, gli unici ad avere una precisione di un secondo in molte migliaia di anni.  9.192.631.770. Tante le oscillazioni di un atomo di cesio che occorrono per scandire un secondo...un secondo del nostro tempo.

Il coraggio

Prolungherei questi giorni, queste ferie, indefinitamente, solo per il gusto di leggere e rileggere le parole che mi hai scritto...che sono coraggioso, più di quello che io creda...eppure penso che tu ti stia sbagliando e lo so, sì...fa sempre parte del mio copione, lo so, quello dissacrante, distruttivo, debilitante, sminuente, assiduamente negativizzante...lo so, sono coraggioso, lo sono perchè me lo dici tu, e perchè ho fatto cose che non avrei creduto e spero, desidero di non rientrare, di non tornare, perchè mi verrà chiesto di sorridere e ora non ne ho voglia. Mi verrà chiesto di organizzare, gestire, capire, empatizzare e correlare il tutto per ...per che cosa?...vorrei rimanere qui e dormire su quella tua semplice, fortificante frase..che sono coraggioso, che posso, a differenza di quello che si dice dentro di me...paradossale discrepanza...paradossale e neanche tanto. E torna quella frase che ho odiato e che adesso mi rimbomba assordante in ogni silenzio..come in una cella campanaria senza una botola per fuggire...che io valgo...valgo...valgo...grazie perchè piango di nuovo e stavolta è di felicità intrisa e sfilacciata di tristezza. Oggi è un giorno di silenzio assordante. Io valgo.

giovedì 27 gennaio 2011

Qualcosa di me

...ho forzato le leggi della fisica classica che regolano da sempre il mio universo. Ho chiamato un'amica, sono stato a trovarla. Abbiamo parlato volentieri, sia io che lei. E' stato bello.  L'universo ha preso la via della fisica quantistica: forse è in atto una rivoluzione di proprozioni enormi, o forse qualcosa che neanche io portò capire...non resta che sognare  la velocità della luce...dove il tempo rallenta e infine, forse, si ferma.
 
Cambia anche questo spazio, muta forma, lo fa con me, lo fa per me. Muta, in continuo divenire, si dilata, si contrae, si adegua alla relatività del mio tempo, del mio spazio.

martedì 25 gennaio 2011

Solo

Ho sempre creduto che si nasce e si muore da soli. E pur non essendolo davvero mai stato lo sono infine forse  diventato o perlomeno così mi sento di essere....solo.

domenica 16 gennaio 2011

Quello che ognuno desidera

E' inutile stare ancora a discutere e ad imbrogliarsi con psicologici ragionamenti astratti e bislacchi. Quello che davvero oguno di noi desidera è esistere  ed essere visto. A volte mi manca tutto questo.

sabato 15 gennaio 2011

Ancora e adesso

E' neve quella che vedo? ancora neve? sì, è neve, proprio neve, anche se adesso forse, è la giusta stagione ed io sono pronto per affrontarla, per prenderla fra le mie mani. Ho fatto di nuovo quel sogno, ho sognato di nuovo il castello, l'immenso, intricato castello. Stavolta mi sono stupito della mia fantasia, stavolta ho sofferto il risveglio, stavolta ho sperato non finisse mai, nell'inconsapevolezza dell'inconscio sognante. L'ho sognato ancora, per ora sono pronto alle freddezze della neve, sono pronto, so come fare.

mercoledì 12 gennaio 2011

Parlare e vivere

Se si sta parlando di felicità, come credo, non so se si avvicina o si allontana. Se si sta parlando di flessione del tempo nel nuovo universo quantico credo di saperne di più. Se si sta parlando d'amore è qualcosa che conservo nel cuore, con gelosia e segretezza. Se si sta parlando d'altro, ogni musica non sempra essere sufficiente pre esprimerlo correttamente, e come neve si scioglie o ha la fortuna di rimanere perenne.

domenica 26 dicembre 2010

Nevoso e ventoso

Sì, si prospetta così il natale...eppure tengo nascosto qualcosa, qualcosa che nessuno sa, qualcosa di mio, che appartiene solo a me e questo mi da l'ebbrezza del mistero. Lo tengo per me, solo per me. E' mio. E' nevoso e c'è vento, molto vento. I rami si piegano, le foglie li abbandonano e io mi cullo nei miei disordinati pensieri e prorompenti desideri. Ci sono molte cose che non capisco e che mi turbano, molte cose che forse non so ammettere neanche a me stesso. Eppure tengo nascosto qualcosa per me, un premio, una consolazione per il troppo pensare e per l'incapacità che ho di agire, sul momento. Buon natale.

mercoledì 22 dicembre 2010

Descrizione

Inquietante, intricato, leggero e tremendamente complesso.
Inquieto, poroso, freddo, capovolto, ridotto e in continua espansione.
Inquilino, curioso, raggelante e viscoso. Io.

lunedì 20 dicembre 2010

Un nuovo mazzo di carte

Ho acquistato un nuovo mazzo di carte. "Risveglio interiore, percezione della prigionia, incontro risolutivo". Sono turbato.

Il Sogno

Ho sognato la neve. Non ho una particolare predilezione per lei, anche se per l'acqua sì; ma in fondo che c'entra l'acqua con la neve? l'Ho sognata abbondante, invadente e innocua. Ne temo il freddo e mi stupisce ogni volta la sua mutevolezza. Mi sento un po' solo nella neve, ma non piango e gioco.

domenica 19 dicembre 2010

Cielo Astrale

E' bello sentir riflettere sugli astri. Mi incuriosisce e mi sdubbia. Divento cinico e poeta, arcano e portatore di realtà; divento e ritorno me stesso.

martedì 14 dicembre 2010

Porta bianca, porta nera

Non ho scelto nessuna delle due; ho potuto, sia ringraziato il cielo, poter affacciarmi ad entrambe. La bianca e la nera. Sia ringraziato il cielo, svuotato dalla nostra ratio, ridotto a Campi Elisi oramai esclusivamente della nostra fantasia. Non ho scelto e mi sono fermato, libero e prigioniero solo di me stesso, perchè la neve dalle mie parti non cade mai in questa stagione, in maggio, e voglio gustare la straordinaria bellezza di eventi sconosciuti e inusitati. Libero prigioniero delle mie parole, libero esploratore delle mie angosciose felicità. Bianca e nera. Ho sbirciato entrambe, forse per il gusto di una terza via che non sia scegliere, che non sia decidere definitvamente. C'è un passato che chiede prepotente di invadere queste nuove terre; un presente che lo tiene a freno, per addomesticarlo e ammansirlo; un futuro libero e spazioso. Cade la neve di maggio.